L’impero dei segni è un soggetto estremamente interessante perché se ci pensiamo bene tutte le relazione umane subiscono la sua sovranità. Infatti anche se molte persone pensano che le relazioni tra gli esseri umani sono o possono essere spontanee, questo è impossibile perché per poter stabilire una relazione sociale tra due persone esse devono parlare e per parlare bisogna subordinare la nostra volontà e le nostre pulsioni spontanee ai simboli della lingua. Si sa che l’uomo riflette con delle immagini ma per poter comunicare queste immagine ad altrui deve piegarle ai codici, ai simboli della lingua. Ma questa conversione che prima avveniva con facilità grazie al gran numero di simboli linguistici, quindi di parole, disponibili ora diventa problematica proprio perché, come l’abbiamo visto nell’articolo sulla lingua rap, la gente conosce troppe poche parole per poter esprimere con precisione le proprie immagini mentali. Quindi come le parole mancano ma delle immagini mentali sfuocate continuano ad emergere nella coscienza di ognuno, ogni concetto è solo accennato con le parole. La gente pensa di averlo capito perché mentalmente ne costruisce un’immagine imprecisa e quindi passa ad altro. Quindi la gente come non ha più abbastanza segni a disposizione per esprimere il proprio rapporto al mondo con precisione allora usa segni generali che gli permettono solo di riflettere con dei cliché, le argomentazioni e le idee non sono mai approfondite, solo accennate in modo generale. Questo sviluppo molto metafisico ha pero un effetto reale e spaventoso sul mondo empirico : se si ha a disposizione solo segni generali e che le relazioni umane sono subordinate all’impero dei segni, allora anche le relazioni tra essere umani diventano generali, superficiali. E per illustrare questa mia tesi basta guardarsi attorno all’università : la gente passa dallo stato minerale allo stato animale. In periodo normale i rapporti tra li individui sono vuoti : si moltiplicano le attività, le uscite tra amici e il consumo, ma questi atti servono solo a mascherare il vuoto assoluto dovuto a una generalità dei segni che li rende vuoti. Per esempio quando si va a fare una serata da qualcuno cosa si fa di essenziale, di unicamente umano ? NIENTE. Si va, si sta li a parlare vagamente del nulla, si sta insieme ma non si costruisce niente, siamo come un cerchio di pietre in un giardino che stanno solo li a occupare spazio. Quando ci sono delle feste invece, si sveglia il lato animale : come i segni orali sono diventati troppo generali, non si può più definire con precisione la propria identità si può solo essere conformi a delle immagini sociali generali vuote dentro ma definite da codici formali precisi. E come tutti aderiscono a queste immagini sociali ben definite formalmente si ha paura di provare ad essere noi stessi, si ha paura che un segno negativo possa allontanarci dal gruppo. Per essere liberi dai segni e dalle convenzioni ci vuole quindi un alibi: l ‘alcool. Ci si sballa per avere l’impressione di vivere invece di pensare il come vivere, ma cosi invece si essere esseri umani si e solo rocce o animali. E cosi alle feste si vede la gente che ad inizio serata sta in gruppetti chiusi, si comporta in modo gelido, come se fosse priva di emozioni troppo attenta a non intaccare la propria immagine sociale e dopo due o tre ore, si vedono le stesse persone imbevute di alcool e ululanti …
Ricreare segni precisi, con un fondo, un’essenza forte è quindi un’urgenza perché un impero dei segni vuoti e formali renderebbe irreversibilmente l’uomo non umano, le nostre relazioni diventerebbero comparabili a quelle delle formiche.
ROTELLI PAOLO
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